I barattoli della felicità : le confetture

Ed ecco a voi il primo articolo nella sezione “Cucina e ricette”! Da cosa potevo cominciare se non da una delle mie prime passioni? la marmellata. Lei ama me ed io amo lei. Amo comprare i barattoli, scegliere la frutta, annusare la pentola quando il tutto bolle, come fosse un calderone!

Ma andiamo per gradi… Innanzitutto nella foto potete vedere una parte dei barattoli che tengo in dispensa tutto l’anno. Davanti ci sono il libro da cui prendo spunto per le ricette particolari, e due quaderni ricolmi di etichette bellissime. Sono delle Edizioni del Baldo, una piccola fabbrica veneta che adoro ( colleziono i loro splendidi block notes e quaderni di ogni tipo).

Nella foto ci sono le ultime marmellate prodotte. Ma le preferite da me e mio marito sono senza dubbio le classiche Pesche, Albicocche, Ciliege, More. Da parecchi anni a questa parte ho provato a creare una marmellata di fichi che non fosse troppo smielata, ma l’illuminazione mi è giunta solo quest’ultima estate, curiosando sul sito della famosa Bormioli Rocco ( quella dei barattoli, per intenderci). Ho infatti aggiunto il succo e la scorza grattugiata di un limone, ottenendo così un sapore dolce ma fresco, finalmente equilibrato. Dovete sapere che ho, in effetti, quattro bellissimi alberi di fico che producono ogni anno dei frutti deliziosi, e nelle annate migliori sono talmente tanti che, oltre a regalarli a tutti i parenti, li uso per fare appunto la marmellata. Quest’anno, in particolare, la produzione è stata enorme e mi ha fatto molto felice ( grazie anche alle ottime potature del marito tuttofare, che hanno incentivato la produzione!).

Ma veniamo alla RICETTA BASE .

Io uso da anni un prodotto che si chiama FRUTTAPEC, e con le giuste accortezze, lo trovo perfetto. Si tratta di un addensante derivato dalle mele (pectina), e permette di cuocere bene ed in tempo minore rispetto alla antica ricetta delle nostre nonne. Ricordo infatti mia nonna davanti ad un pentolone enorme, sobollente, dotata di guanti per prevenire bruciature, un paraschizzi tipo retina, ed un mestolo di legno con cui girava la marmellata almeno un’ora, sudando e bofonchiando chissà cosa. Ora, io adoro le vecchie ricette e i vecchi metodi, ma con un criterio. Se essi sono ad oggi ottimi per ottenere il risultato desiderato, che possano resistere in eterno! Ma questa abnegazione che hanno alcuni per il vecchio metodo, non riesco proprio a capirla. Anche perchè, vi assicuro che il risultato è ottimo, e non solo in quanto a tempo e fatica ( dimezzati), ma soprattutto rispetto al gusto finale del prodotto. Ve ne sono tre tipi in commercio, a seconda della quantità di zucchero che si vuole aggiungere e del tipo di frutta che si sceglie di usare. Ad esempio, per la marmellata di limoni ed arance, è preferibile il Fruttapec 1.1 , e cioè una bustina da mescolare ad un chilo di zucchero più un chilo di frutta ben pulita. Ma il migliore ed il più versatile è il Fruttapec 2.1 , col quale va aggiunto alla bustina, solo mezzo chilo di zucchero ed un chilo di frutta.

In pratica, la quantità della frutta pulita e tagliata è sempre la stessa:un chilo. In ogni scatola troverete tre bustine da utilizzare quindi tre volte. Oppure, se avete due chili di frutta, potete tranquillamente utilizzare due buste e ovviamente il doppio dello zucchero indicato. Infine, esiste la variante Fruttapec 3.1 , per marmellate dietetiche (ma Non è Questo il Giorno! cit. il discorso del Re di Gondor).

Ricetta: 1 bustina di fruttapec 2.1 , mezzo chilo di zucchero , un chilo di frutta pulita e tagliata a pezzetti, mezzo limone, un mestolo di legno, una pentola a bordi alti, barattoli di vetro sterilizzati in acqua bollente e fatti asciugare al contrario su un panno.

Ora, Nella scatola troverete le istruzioni, e spesso non è consigliato frullare la frutta con il frullatore, tuttavia io di solito, non amando particolarmente la frutta a pezzi ( e notando che non si sgretola), scelgo di frullare metà della frutta lavata e tagliata in precedenza. In alcuni casi, la frullo proprio tutta, senza problemi. Il risultato sarà ugualmente ottimo.

Dopo aver preso la pentola e pulito o frullato la frutta, mescolate questa con la bustina del fruttapec ben bene ed accendete il fuoco, facendola girare per un paio di minuti. Aggiungete poi lo zucchero ( nel caso del fr. 2.1 , mezzo chilo bianco semolato). mescolate bene, a fiamma alta, ed aspettate che arrivi a bollire, sempre mescolando un pò. Quando bolle, mettete a fiamma media ed aspettate 5/6 minuti, sempre mescolando. Poi prendete la marmellata calda con un cucchiaino e appoggiatela su un piattino. Inclinatelo, e se non cola troppo, è pronta. Io in genere aggiungo a questo punto, se è troppo liquida, il succo di mezzo limone e faccio cuocere altri 2 minuti. Ma non sempre ce n’è bisogno.

A questo punto basta mettere la marmellata, col mestolo, nei barattoli ( già sterilizzati) , fino a quasi l’orlo, chiudere bene il coperchio e porre i barattoli AL CONTRARIO per ottenere il sottovuoto desiderato. Aspettate dunque 15 minuti, poi controllate che il coperchio non faccia più “click” e non abbia il rigonfiamento. Attenzione, questa fase è molto importante, perchè un barattolo sottovuoto permetterà alla confettura di essere consumata per tutto l’anno. Resisterà 12/14 mesi tranquillamente.

Io amo molto le marmellate, non solo perchè adoro utilizzarle per le crostate ( ricetta semplice a breve!), ma anche per una certa nostalgia, una dolcezza che si impadronisce di me quando le preparo. Ci si sente un poco Strega davanti al calderone, chissà perchè, e forse è anche un modo per sentire vicine le nonne, le donne della famiglia il cui spirito perdura in quel pentolone, nel mestolo di legno, nel profumo della cucina. E’ come far parte di un filo invisibile, di una continuità, della “parte buona” di ciò che si chiama tradizione, senza quella accezione retrograda che tanto piace a questa nostra era razzista.

Ogni anno, in agosto, mi armo di coraggio (perchè soffro molto il caldo) e vado a raccogliere le more. Qui in campagna ci sono molti rovi che producono frutti succosi. E’ una delle mie marmellate preferite, perchè i semi delle more non mi danno fastidio. Questa confettura si sposa benissimo con la crema pasticcera: la uso per fare la crostata a due strati; sotto, la marmellata, e sopra la crema. Vi assicuro che è semplice e deliziosa.

Quest’anno ho provato la marmellata di mele e cachi! anche questa è molto delicata, e si può anche aromatizzare con vaniglia o cannella. Anche la confettura di pere, che preparo con le pere di un antico albero del mio giardino, è molto buona. Si tratta di quelle pere piccole, gialle e succose denominate da molti “coscia”. Spesso vi aggiungo anche cannella oppure vaniglia. E’ buonissima.

Bene, vi auguro allora di produrre marmellate sempre più buone, sane e sfiziose! un augurio di Buona giornata e di Buon Sole, perchè anche quando piove, basta portarlo nel cuore.. e nelle mani.

Nicole

2 pensieri su “I barattoli della felicità : le confetture

  1. Che meraviglia le tue marmellate! Ma più di tutto mi hai davvero illuminata con la descrizione della crostata a due strati, con marmellata di more e crema pasticcera!!!!!! Che bontà deve essere!!!!! Complimenti Niky!

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